Tradizione e identità · Monarchia e civiltà
Una monarchia senza trascendenza perde se stessa
Quando la Corona rinuncia alla propria funzione simbolica e spirituale, rischia di ridursi a celebrita ereditaria e protocollo mediatico.
di Pierfrancesco Viti ·
La monarchia senza trascendenza e la dissoluzione dell’Europa Non mi interessa il pettegolezzo. Non mi interessa la morbosità del caso singolo. Quando una dinastia è sfiorata da scandali ricorrenti, il punto non è l’uomo.
È il modello. La Famiglia Reale Britannica non è solo una casa regnante. È il simbolo storico di un’idea di potere che ha profondamente inciso sull’Europa moderna: monarchia costituzionale, primato del Parlamento, equilibrio tra finanza e corona, progressiva neutralizzazione della dimensione sacrale dell’autorità.
È un modello che nasce in un contesto protestante, si consolida con l’espansione imperiale e diventa paradigma politico per intere élite continentali. Qui sta il nodo. Dal XVIII secolo in poi, l’Europa ha progressivamente sostituito la legittimazione trascendente del potere con una legittimazione contrattuale e finanziaria.
La sovranità non discende più da un ordine superiore, ma dall’equilibrio tra interessi. L’autorità non è più vincolo morale, ma gestione tecnica. In questo processo, la cultura massonica - intesa come rete di élite laiche, cosmopolite, razionaliste - ha svolto un ruolo significativo nella diffusione di un’idea di Stato emancipata dall’ordine cattolico tradizionale.
Non come caricatura cospirazionista, ma come dato storico documentato: circoli, logge, club politici, ambienti intellettuali che hanno contribuito a formare la classe dirigente europea dell’Ottocento. L’Italia non fu estranea a questa dinamica. L’Unità non fu soltanto un’opera di modernizzazione.
Fu una sostituzione di paradigma. La Casa Savoia rappresentava un progetto statuale liberale, centralizzato, funzionale alla costruzione di uno Stato nazionale sul modello anglo-francese. Un progetto che si affermò anche attraverso la marginalizzazione dell’ultima grande monarchia cattolica italiana: la Casa Borbone delle Due Sicilie.
Non si tratta di mitizzare i Borbone. La storia non è agiografia. Ma è un fatto che il Regno delle Due Sicilie incarnasse ancora un’idea di sovranità legata organicamente alla tradizione cattolica, alla dimensione sacrale del potere, alla concezione comunitaria della società.
La frattura non fu solo territoriale. Fu antropologica. Da un lato: Stato amministrativo, Primato della tecnica, Secolarizzazione dell’autorità Dall’altro:
PIERFRANCESCO VITI
Monarchia sacrale, Radicamento religioso, Continuità storica.
Il modello anglosassone purtroppo ha vinto. Ha imposto i suoi codici politici, economici e culturali. Ha contribuito a costruire l’Europa liberale, parlamentare, finanziaria.
Ma oggi, nel pieno della crisi identitaria del continente, è lecito domandarsi se quel modello abbia prodotto anche una progressiva erosione dei fondamenti morali comuni. Quando la Corona diventa puro simbolo mediatico. Quando l’autorità si riduce a gestione d’immagine.
Quando la tradizione sopravvive solo come cerimoniale. Allora non siamo davanti a un incidente. Siamo davanti alla conseguenza di un lungo processo di desacralizzazione.
Attenzione però: attribuire ogni decadenza a una “regia occulta” sarebbe una semplificazione storicamente debole. Le trasformazioni europee sono il frutto di rivoluzioni industriali, guerre, ideologie, mutamenti sociali profondi. Non esiste una spiegazione monocausale.
Ma esiste una direzione culturale. E quella direzione ha progressivamente separato il potere dalla responsabilità morale trascendente. La questione non è nostalgica.
È filosofica. Quale legittimazione deve avere l’autorità? Quella che nasce dal consenso mutevole e dall’equilibrio degli interessi?
O quella che si riconosce vincolata a un ordine superiore, che la limita e la giudica? L’Europa non si ricostruisce cambiando volti. Si ricostruisce ridefinendo il fondamento del potere.
E forse il vero scandalo non è quello che leggiamo nei titoli. È l’aver accettato, senza accorgercene, una monarchia senza trascendenza e uno Stato senza anima.
Testo tratto e rielaborato da una pubblicazione dell'autore. Apri la pubblicazione originale.