Tradizione e identità · Cultura e identità
La Tradizione non è nostalgia
Rendere vivi nel presente princìpi antichi richiede disciplina, formazione e capacità di costruire.
di Pierfrancesco Viti ·
Molti pensano che la Tradizione sia un rifugio nel passato: una nostalgica rievocazione di epoche concluse, fatta di simboli, cerimonie e formule ormai lontane dalla realtà. Non è così. La Tradizione consiste nel rendere vivi, nel presente, princìpi antichi e sempre validi.
Richiede strumenti adeguati ai tempi, un progetto concreto e uomini disposti a servirla. Il suo valore prescinde dalla vittoria o dalla sconfitta: conta la fedeltà all’Idea. Anche la formazione supera la semplice lettura dei libri, i titoli accademici e le discussioni astratte.
Nasce dalla conoscenza di sé, dalla pratica della Virtù e dalla disciplina quotidiana. «Conoscere se stessi» per riuscire a «essere se stessi». I princìpi acquistano valore quando diventano azione, esempio e stile di vita, sempre, anche in un mondo che li deride o li considera superati.
La rivoluzione moderna ha abbattuto autorità, limiti e appartenenze, promettendo di liberare l’uomo. Spesso lo ha lasciato più solo, più fragile e più facile da dominare. Alcune volte con l'illusione che il denaro possa risolvere tutte le sfide della società.
Con la menzogna e con l’ingiustizia ogni compromesso diventa complicità. È il tempo delle affermazioni chiare e delle negazioni ferme. Per questo la vera forza rivoluzionaria del nostro tempo prende il nome di Contro-Rivoluzione: rimettere ordine nel presente e costruire il futuro su fondamenta solide.
Essere tradizionali, oggi, significa essere contro-rivoluzionari. Ed è proprio questa la Rivoluzione più necessaria.
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