Politica e istituzioni · Istituzioni
Massoneria, fede cattolica e trasparenza pubblica
La libertà di associazione non esclude il dovere di rendere conoscibili le appartenenze riservate di chi esercita rilevanti poteri pubblici.
di Pierfrancesco Viti ·
Chi si professa cattolico e sceglie consapevolmente la Massoneria dovrebbe avere almeno il coraggio della coerenza. La Chiesa è stata chiarissima: i principi massonici sono inconciliabili con la dottrina cattolica e l’iscrizione alle Logge rimane proibita. Si è liberi di scegliere un’altra strada.
Ma non si può pretendere di essere cattolici ignorando deliberatamente ciò che la Chiesa insegna. E aggiungo un altro tema sul quale prima o poi la politica dovrà avere il coraggio di intervenire: la trasparenza nelle pubbliche funzioni. Ritengo che magistrati, alti funzionari, dirigenti pubblici e chiunque eserciti rilevanti poteri dello Stato debba essere tenuto a dichiarare l’eventuale appartenenza a organizzazioni massoniche o comunque caratterizzate da vincoli riservati di reciproca appartenenza.
Non perché essere massone costituisca di per sé un illecito, ma perché chi esercita un potere pubblico non deve avere appartenenze opache rispetto ai cittadini che quel potere subiscono o ai quali deve rispondere. Libertà di associazione, certamente. Ma quando si rappresenta lo Stato vengono prima trasparenza, indipendenza e fiducia nelle istituzioni.
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