Giustizia e diritto · Ordinamento giudiziario
Il sorteggio e l'antica diffidenza verso il potere
Dall'Atene classica al dibattito sul CSM, il sorteggio interroga il rapporto tra competenza, rappresentanza e controllo delle oligarchie.
di Pierfrancesco Viti ·
A proposito del sorteggio di componenti del CSM, studiando ho scoperto che ad Atene, nella fase più matura della democrazia, il sorteggio era praticamente la regola. Il Consiglio dei 500, gran parte delle magistrature civili, i giudici popolari: erano tutti estratti a sorte, non eletti. Ciò per una ragione molto semplice: impedire la formazione di oligarchie, clientele e concentrazioni di potere.
Aristotele stesso lo diceva senza giri di parole: il sorteggio è criterio democratico, l’elezione è criterio oligarchico. In altre parole: quando il voto smette di selezionare i migliori e inizia a consolidare apparati, cordate e gruppi organizzati, il sorteggio diventa lo strumento più efficace per ripristinare equilibrio e imparzialità. Palamara docet!
Il sorteggio non elimina la competenza, ma ha il compito di eliminare solo le correnti, bonificando l'istituzione. Sostenere che sia sbagliato perché “sarebbe l’unico organo scelto così” significa confondere l’eccezione con la necessità. Quando un sistema mostra degenerazioni strutturali, cambiarne il meccanismo non è un azzardo.
È igiene istituzionale. Atene lo aveva capito 2.500 anni fa. Noi cerchiamo di non dimenticarlo. #IoVotoSI A proposito del sorteggio di componenti del CSM, studiando ho scoperto che ad Atene, nella fase più matura della democrazia, il sorteggio era praticamente la regola.
Il Consiglio dei 500, gran parte delle magistrature civili, i giudici popolari: erano tutti estratti a sorte, non eletti. Ciò per una ragione molto semplice: impedire la formazione di oligarchie, clientele e concentrazioni di potere. Aristotele stesso lo diceva senza giri di parole: il sorteggio è criterio democratico, l’elezione è criterio oligarchico.
In altre parole: quando il voto smette di selezionare i migliori e inizia a consolidare apparati, cordate e gruppi organizzati, il sorteggio diventa lo strumento più efficace per ripristinare equilibrio e imparzialità. Palamara docet! Il sorteggio non elimina la competenza, ma ha il compito di eliminare solo le correnti, bonificando l'istituzione.
Sostenere che sia sbagliato perché “sarebbe l’unico organo scelto così” significa confondere l’eccezione con la necessità. Quando un sistema mostra degenerazioni strutturali, cambiarne il meccanismo non è un azzardo. È igiene istituzionale.
Atene lo aveva capito 2.500 anni fa. Noi cerchiamo di non dimenticarlo.
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