Pierfrancesco Viti Scritti di politica, diritto e tradizione

Giustizia e diritto · Giustizia

Giustizia non è uguaglianza, ma imparzialità

Trattare tutti secondo la stessa legge non significa ignorare fatti, responsabilità e differenze rilevanti.

di Pierfrancesco Viti ·

Giustizia non è uguaglianza. È imparzialità. La nostra epoca ha scambiato due concetti diversi come se fossero sinonimi: giustizia e uguaglianza.

Non lo sono mai stati. E confonderli è uno degli errori più distruttivi della modernità. La giustizia, in senso classico, non nasce per “rendere tutti uguali”.

Nasce per trattare casi uguali nello stesso modo, a prescindere da chi li ha commessi. Conta il fatto, non la biografia. Conta l’atto, non la posizione sociale.

Questa è la vera civiltà del diritto. L’uguaglianza è una misura aritmetica. La giustizia è una misura morale e giuridica.

La disuguaglianza non è un’ingiustizia da correggere: è la conseguenza naturale di talento, disciplina, responsabilità, rischio, merito, eredità, scelta. Una società senza disuguaglianze è una società senza eccellenze. Una società che combatte la disuguaglianza come “colpa” finisce per premiare la mediocrità e punire chi produce valore.

Il vero principio è semplice: <<La legge deve essere uguale per tutti. La società deve essere inevitabilmente gerarchica. Lo Stato deve essere limitato.>> Quando lo Stato smette di giudicare i fatti e inizia a “correggere le condizioni sociali”, la giustizia si trasforma in ingegneria sociale.

E quando la giustizia diventa politica, la libertà diventa provvisoria. La civiltà non nasce dall’uguaglianza. Nasce dall’ordine.

E l’ordine nasce dalla giustizia, non dal livellamento.

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Testo tratto e rielaborato da una pubblicazione dell'autore. Apri la pubblicazione originale.

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