Pierfrancesco Viti Scritti di politica, diritto e tradizione

Tradizione e identità · Identità nazionale

Essere cittadini ed essere italiani

La cittadinanza è una condizione giuridica essenziale; l'appartenenza nazionale comprende anche lingua, memoria, cultura e responsabilità condivise.

di Pierfrancesco Viti ·

Dopo che ho pubblicato il post in cui scrivevo che "un pezzo di carta non fa di te automaticamente un italiano", molti mi hanno chiesto: “Allora che cosa fa di noi italiani?” Bella domanda. Perché oggi sembra quasi vietato porsela. Come se avere un’identità fosse una colpa.

No, non è il passaporto a fare un italiano. Altrimenti basterebbe una pratica amministrativa per trasformare chiunque in parte di una civiltà millenaria. Essere italiani significa appartenere ad una storia.

Significa riconoscersi in una cultura, in una lingua, in simboli, tradizioni, modi di vivere e persino in una certa idea del mondo. Significa sapere che veniamo da Roma, dal diritto, dai comuni, dal Rinascimento, dalla famiglia e da quella Cristianità che per secoli ha plasmato il carattere, l’arte, le leggi, le feste, i valori e perfino il paesaggio della nostra nazione. Piaccia o no ai sacerdoti del relativismo moderno, senza il cristianesimo non esisterebbe nemmeno l’Italia per come la conosciamo.

E no: difendere tutto questo non significa odiare gli stranieri. Questa è la scorciatoia mentale di chi non riesce più a distinguere tra identità e discriminazione. Una casa ha una porta.

Una famiglia ha dei confini. Perfino il corpo umano ha una pelle che separa ciò che è interno da ciò che è esterno. Ma stranamente solo i confini delle nazioni dovrebbero essere considerati immorali.

Il punto è semplice: una nazione può accogliere solo se esiste ancora. Perché se un popolo perde memoria, identità e coscienza di sé, non sta diventando “più aperto”. Sta semplicemente scomparendo.

E chi oggi ride delle radici, della Patria, della Cristianità e dell’appartenenza, spesso lo fa protetto proprio da quelle strutture storiche e culturali che altri, prima di lui, hanno difeso. Anche duramente. Un italiano non è chiunque metta piede in Italia.

Italiano è chi sente questa terra come propria, ne rispetta la cultura, ne comprende la storia, ne condivide il destino e riconosce che una nazione non è un hotel internazionale, ma una comunità storica da custodire. Perché i popoli che smettono di sapere chi sono, prima o poi lasciano che siano altri a decidere cosa diventeranno.

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Testo tratto e rielaborato da una pubblicazione dell'autore. Apri la pubblicazione originale.

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