Politica e istituzioni · Identità e politica
Dio, Patria e Famiglia oltre le caricature
Tre parole possono essere discusse, ma non liquidate senza comprendere i legami morali, storici e sociali che rappresentano.
di Pierfrancesco Viti ·
Ecco smontate punto per punto le critiche al principio “Dio, Patria e Famiglia”. Ogni volta che qualcuno prova a difendere questi tre valori, parte il solito ritornello: “retrogrado”, “superato”, “medievale”. È un copione vecchio, prevedibile, quasi comico: la modernità che si scandalizza perché qualcuno ha ancora delle fondamenta.
Ma basta poco per vedere quanto siano fragili, logicamente, le obiezioni usate per attaccare ciò che ha tenuto in piedi la nostra civiltà per secoli. 1. DIO Obiezione dei sinistri: “Il Dio cristiano non è l’unico. Ci sono altre religioni e anche gli atei.
La Costituzione non ne parla.” Risposta: - Nessun valore universale è accettato da tutti. Non lo sono la democrazia, la scienza, la scuola. Eppure nessuno dice che, per questo, siano “retrogradi”. - L’Europa nasce da un humus cristiano: arte, diritto, concetto di persona, idea di limite e responsabilità.
Anche chi si definisce ateo ragiona con categorie nate dal cristianesimo. - Parlare di Dio non significa imporre un credo, ma riconoscere che la civiltà esiste solo dove l’uomo ammette un ordine superiore ai suoi capricci. Chi rifiuta questo perde un punto fermo e lo sostituisce con l’emozione del momento. E una società che vive di emozioni, non di principi, va dove la spinge il vento. 2.
FAMIGLIA Obiezione dei sinistri: “Non esiste una sola famiglia. Ognuno ha la sua idea.” Risposta: - Le società non si costruiscono sul catalogo dei desideri: si fondano su istituzioni stabili. - In tutte le civiltà, dalla Grecia ai popoli tribali, la famiglia è stata l’unione stabile tra uomo e donna, orientata alla nascita e alla crescita dei figli. - Puoi allargare il concetto di famiglia quanto vuoi, ma un fatto resta inamovibile: solo l’unione tra un uomo e una donna garantisce la continuità della specie.
È l’unica coppia naturalmente procreativa, l’unica “fabbrica” biologica del futuro. - Le altre forme di convivenza possono avere dignità affettiva, ma non svolgono questa funzione strutturale. La famiglia tradizionale non è un gusto personale: è la colonna vertebrale della società. Pretendere di sostituirla con qualunque combinazione emotiva è come voler costruire un ponte usando il pongo: carino, ma non regge niente. 3.
PATRIA Obiezione dei sinistri: “La Patria è superata. Meglio una società cosmopolita.” Risposta: - Il cosmopolitismo funziona solo nei discorsi da salotto. Gli Stati che prosperano proteggono confini, identità, interessi. - La Patria non è un mito guerresco: è l’unica comunità concreta che ti dà diritti, servizi, sicurezza, lingua,
PIERFRANCESCO VITI
storia. - Negare la Patria significa volere i benefici senza assumersi i doveri.
È la versione politica dell’adolescenza: “Prendo tutto, ma non mi riconosco in niente.” Senza Patria non c’è popolo. Senza popolo non c’è Stato. Senza Stato non c’è civiltà.
E a quel punto resta solo il mercato globale: un luogo dove tu non sei un cittadino, ma un numero di carta di credito. CONCLUSIONE Dio dà un limite. La Famiglia dà la vita.
La Patria dà un’appartenenza. Ecco perché danno fastidio alla sinistra: perché sono gli unici tre principi che non si possono riscrivere a piacere per giustificare le mode politiche del momento. Una civiltà vive finché difende le sue fondamenta.
Quando inizia a vergognarsene... ha già iniziato a crollare.
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